# Le chiavi sul tavolo
A Torino, a metà ottobre, la città sa di nebbia e caldarroste. Dai portici di via Po, qualcuno vendeva castagne in cartocci di carta paglia, e l'odore entrava
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Nove anni, otto mesi di attesa
Nove anni. Otto mesi di box. L'ho letto sul cartellino appeso alla rete del canile di Rubano, un pomeriggio di novembre in cui l'aria sapeva di foglie bagnate
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La foto della caduta
Faccio la fotografa di eventi da dodici anni. Matrimoni, battesimi, anniversari, cene aziendali. Ma quella sera a Ferrara, la festa dei sessant'anni della signora Adele, la ricordo perché
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L’eredità della signora
Il tassista aveva spento il motore e se ne stava con la nuca appoggiata al poggiatesta, le mani ancora sul volante. Aveva appena attaccato la notte alla stazione
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La valigia con una ruota rotta
Lavoro al bancone dell'ostello "La Stazione" da sette anni. È un posto piccolo, due passi dalla stazione di Palermo, con una macchina del caffè che fa rumore come
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Clara rinuncia alla cardiologia per la febbre di Gioele
Mia figlia Paola ha lasciato il figlio in braccio a mio marito e se n'è andata senza nemmeno voltarsi. L'ha fatto con una naturalezza che mi ha fatto
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La busta del caffè
Non volevo ficcare il naso, giuro. Lavoro da undici anni alla cassa dell’Ipercoop di Rovigo e di gente strana ne vedo passare abbastanza da non stupirmi più di
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Seicento euro per un anello
Mia nuora lo diceva al telefono, sicura che io fossi in bagno. Io invece ero appena rientrata da una passeggiata, con la borsa della spesa ancora al polso.
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Settantaquattro anni e tre figli cresciuti bene. Questa è la mia anagrafe, anche se a sentire loro sembrava che avessi novant’anni e la testa di un bambino. Non sopportavo ingiustizie nemmeno da ragazza. Se cucinavo un dolce, lo dividevo in parti uguali. Se lodavo una figlia per un bel voto, trovavo qualcosa di buono da dire anche ai maschi. Ascoltavo tutti, sempre. Forse per questo ho fatto così fatica ad accettare che i miei tre figli potessero volermi bene e, nello stesso momento, chiudermi fuori dalla loro vita.
È iniziato tutto con un video. Mia nipote Valentina discuteva la tesi in architettura a Roma. Io vivo a Perugia, ci ho vissuto tutta la vita, ma per
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Il cassetto in fondo all’armadio
Io non ho mai sopportato le persone che aprono i cassetti degli altri. E mia suocera Franca lo faceva ogni santa domenica. All'inizio credevo di essere io a
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