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Alle undici e quaranta di un sabato di ottobre, nella sala cerimonie al primo piano di Palazzo Orsetti, c’era una donna che non avevo mai visto. Io stringevo
La donna che si è presentata al mio sportello il ventisei agosto aveva quattro scatoloni legati con lo spago da imballaggio e un telefono che vibrava senza sosta
Millesettecentocinquanta euro. Li ho contati tre volte, il conto era giusto. Poi ho premuto “ordina” e ho aspettato che la bicicletta elettrica arrivasse in viale Cavour, terzo piano,
La pensilina dell'autobus, davanti all'ospedale Molinette di Torino, sapeva di gomma bagnata e caffè freddo. Elena Bertolini teneva stretta la mano di Matteo, sei anni, mentre l'acqua le
Duecentotrenta euro al mese. Per tre anni, Rosanna Bellofiore li ha versati senza saltare una rata, sempre il cinque del mese, sempre con lo stesso bonifico: "Contributo canile
Mi chiamo Rosa, ho sessantotto anni e non posso più alzarmi dal letto. Dopo l'ictus, la parte sinistra del corpo non mi risponde. Vivo a Bari vecchia, in
Lo dico subito: non stavo cercando nessuno quel martedì. Avevo ventitré anni, non avevo una casa, e a Porta Nuova, a Torino, dietro i bidoni dell’immondizia vicino al
La sera sul lago di Como sapeva di benzina e gelsomino. Sulla terrazza della villa di Bellagio, Francesca sistemò il bicchiere di prosecco accanto al telefono e controllò
Quel martedì di settembre ho scoperto che la calma di Argo non era vuoto. Era attesa. Ma andiamo per ordine. Eravamo a Cortona, le otto e mezzo del
Sentii tutto dalla tromba delle scale. Erano le sette e dieci di giovedì, io stavo rientrando con il pane caldo della panetteria di via Ospedale. Il portone si
