Bel Sentimento
Il tassì le lasciò sotto la pioggia, davanti alla Torre Diamante di via Cristoforo Colombo. Chiara si chinò ad aggiustare il bavero del cappottino di Alice, che stringeva
Quella sera la chiave girò nella toppa alle otto e mezzo passate, e mia sorella Francesca non alzò nemmeno lo sguardo dallo schermo del telefono. Stava stesa sul
Il vento di novembre tagliava piazza Carlo Felice come una lama sottile. Ero ferma sotto la pensilina della fermata, con mio figlio di cinque giorni stretto al petto
Il cemento scottava. Quel giorno a Roma il termometro segnava trentasette gradi, e la Tiburtina, all’ora di pranzo, era un fiume di lamiera e clacson. Nessuno guardava il
Enrico chiuse il computer alle sette e mezza di sera. Lo schermo del telefono lampeggiava: *Francesca*. Tre chiamate perse. Sotto, un messaggio di sua moglie: «Non ci sei
Mi chiamo Elena e ho sopportato mia suocera per sei anni. Sei anni in cui quella donna è entrata in casa mia come se fosse la sua, senza
Anna non era mai stata una persona a cui piaceva il rumore. Le feste, le piazze affollate, i pranzi di famiglia con diciassette persone intorno a un tavolo
Mi chiamo Enzo Martinelli, ho settantotto anni e vivo in un borgo della campagna umbra, a mezz’ora da Orvieto. Per quarant’anni ho insegnato letteratura italiana al liceo classico,
La sera del diciottesimo compleanno di Tommaso, la signora Lucia del piano di sotto venne su con la sua torta al cioccolato e una busta ingiallita che mi
La prima cosa che notai fu il silenzio. Fino a quel momento era stata una normale passeggiata serale con la mia bambina di quattro mesi, Bianca. Avevo scelto
