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Mio nonno Enzo se n’è andato un settembre di tre anni fa, e il suo vecchio lagotto romagnolo, Otello, ogni sera scende ancora da solo fino alla spiaggia
Roma non aveva mai visto un banchetto nuziale così affollato e così velenoso. La chiesa di Santa Maria in Monticelli rigurgitava nobiltà, pizzi e mormorii, e tra gli
Roma, metà ottobre. Il quartiere di Testaccio stava già profumando di forno quando Valeria ci infilò in mano quel foglio. Entrò nella trattoria “Da Rosa” venti minuti dopo
Arianna tornava a casa più tardi del solito. La corriera si era bloccata per un guasto poco fuori dal paese, e lei si fece l’ultimo chilometro a piedi,
Avevo sessantasei anni quando ho comprato l'abito più costoso della mia vita. Non per una festa mia, non per un capriccio dell'età. Per il matrimonio della mia figlioccia
Quel pomeriggio di settembre, a Roma, l’aria sapeva ancora d’estate. Erano quasi le cinque quando passai davanti a una boutique di via dei Condotti che non avevo mai
La sala degli specchi di Villa Necchi splendeva di cristalli e promesse. Era la cena di gala per i cinquant’anni di Enrico Fiorentini, l’uomo che aveva trasformato un’officina
Mi svegliai che era ancora buio, con un dolore sottile che pulsava sulla nuca. Allungai una mano verso il comodino per prendere il telefono e lo urtai, facendolo
Firenze sapeva essere magnifica anche a novembre, con il riflesso delle prime luci serali sui tetti bagnati. La sala privata del ristorante La Giostra, però, quel giorno non
Ogni alba alla tenuta “Val di Rose” sapeva di fieno bagnato e nebbia bassa che si attaccava agli stivali. Il primo a rompere quel silenzio, ogni maledetta mattina
