– Perché ti sei vestito così elegante? – chiese la moglie sorpresa. – Nessuno porta più quel modello ormai.
Rosa era in cucina quando sentì sbattere le ante dell’armadio nella camera da letto dove dormiva suo marito.
– Ti sei svegliato? – gridò forte perché la sentisse. – Vieni in cucina. Non ho ancora fatto colazione, ti sto aspettando.
Il marito non rispose. Rosa aspettò un momento, sospirò infastidita e andò in camera.
Suo marito era in piedi davanti allo specchio, indossando il completo che avevano comprato vent’anni prima, quando lui aveva compiuto quarant’anni.
– Perché ti sei vestito così elegante? – domandò la moglie stupita. – Quel taglio è completamente fuori moda adesso.
– Andrà bene… – Il marito si girava davanti allo specchio come una ragazzina, pensando intensamente a qualcosa.
– Cosa, avete un altro evento al lavoro? – chiese Rosa. – Ricordati cosa ti hanno detto i medici. Non puoi bere assolutamente niente. Nemmeno una goccia. Quindi stai attento.
– Mi ricordo, mi ricordo – rispose il marito con indifferenza. – Non preoccuparti, a questo evento non dovrò bere.
– Che strano evento è? – si meravigliò Rosa. – Una riunione o cosa?
– Qualcosa del genere… – annuì il marito.
– E senza banchetto?
– Be’, perché no… Qualcuno probabilmente berrà.
– E tu?
– Io guarderò.
– Sì, come no, solo guarderai… – sbuffò Rosa. – Ti conosco troppo bene…
– Se non vuoi credermi, non credermi – alzò le spalle il marito. Poi lisciò i bordi della giacca e chiese: – Per favore, stirala bene, va bene?
– Va bene. Per quando ti serve?
– Non so ancora la data esatta. Ma presto…
– Presto è presto. Su, cambiati e vieni a fare colazione.
– Ok…
Cinque minuti dopo si sedettero a tavola.
Il marito oggi era strano – svogliato, pensieroso e persino un po’ pallido.
– Perché sei così stamattina? – non resistette Rosa. – Il cuore ti dà di nuovo fastidio? O semplicemente non hai dormito bene? Adesso ti misuro la pressione, prendo l’apparecchio.
Stava per alzarsi, ma non fece in tempo. Lui le posò una mano sulla sua e disse:
– Resta seduta. Non mi fa male niente. Ho solo fatto un brutto sogno.
– Che sogno?
– Un sogno premonitore.
– E cosa hai sognato?
– Forse è meglio non dirtelo? – sospirò lui pesantemente. – Era un brutto sogno…
– Dai, racconta – lo guardò Rosa come un bambino. – Il mio sensibile…
– Va bene – annuì il marito. – Ho sognato, Rosa, che io… insomma… non c’ero più. Capisci? Che ero sdraiato… su quelle… sulle sedie, e indossavo proprio questo completo… quello che ho appena provato. E tutti quelli che erano venuti a salutarmi mi guardavano e sorridevano contenti.
– Sorridevano contenti? – Rosa aggrottò la fronte.
– Perché stavo bene. Gli piaceva il mio completo. E io ero lì sdraiato… come se non respirassi, ma pensavo: meno male che ho conservato questo completo. Non lo mettevo da tanto, ma a volte guardandolo pensavo che proprio con questo mi avresti seppellito.
– Pensavi davvero così? – Rosa lo guardò severamente.
– Sì, davvero – annuì lui. – E te lo dico adesso: se dovesse succedere qualcosa, voglio essere seppellito con questo. Non ti azzardare a mettermi altro addosso. Chiaro? Quindi questo sogno non è arrivato per caso. Sai che quando sento qualcosa, poi si avvera…
– Che marito mi è toccato… – Rosa strinse i denti. – Sa proprio come tirarmi su il morale la mattina… Ha detto certe cose che quasi quasi chiamo subito per organizzare il funerale…
– Non cominciare, Rosa – sbuffò il marito. – È normale che marito e moglie parlino di queste cose. Sei tu che dici che ho il cuore debole, e gli uomini della mia famiglia vivono a lungo. Non cominciare. Ma ricordati quello che ti ho detto sul completo… Va bene?
– Comunque adesso ti misuro la pressione. Per sicurezza – disse Rosa con tono deciso. Si alzò, spostando rumorosamente la sedia, uscì dalla cucina e tornò poco dopo con il misuratore di pressione.
La pressione del marito era nella norma.
– Te l’avevo detto che era a posto – disse allegramente il marito. All’improvviso si allarmò e guardò verso la cucina. – Hai spento i fornelli?
– Perché? – chiese la moglie con tono soddisfatto.
– Non senti? C’è odore di bruciato…
– Lo sento – sorrise Rosa.
– E allora perché sorridi? C’è qualcosa in forno?
– Nooo… – il sorriso di Rosa si allargò ancora di più.
– Allora cosa sta bruciando?
– Probabilmente il tuo caro completo… – rise Rosa – quello su cui contavi tanto…
– Ma cosa hai fatto?! – esclamò il marito. Balzò dalla sedia e corse in camera come un fulmine. Da lì arrivò quasi un grido: – Rosa! Perché hai lasciato il ferro caldo sulla giacca?! L’hai fatto apposta, vero?! Hai bruciato proprio sul davanti… Adesso non posso più metterlo da nessuna parte!
– Allora, hai avuto il completo per il tuo grande evento?! – esclamò Rosa allegramente dalla cucina. – Finito! Adesso non c’è più niente in cui seppellirti. Dovrai vivere altri quarant’anni. E lui si era già organizzato… Ti organizzo io… Ti vesto io…
Rosa rise ancora a lungo guardando l’espressione sconcertata del marito. Lui stava in mezzo alla stanza con la giacca bruciata in mano e borbottava qualcosa tra sé, ma non riusciva nemmeno ad arrabbiarsi sul serio.
Passarono alcuni giorni, poi settimane. La vita riprese il suo corso abituale. Litigavano per sciocchezze, bevevano il tè insieme in cucina, guardavano il telegiornale serale e si addormentavano al mormorio sommesso della televisione.
Ma dopo quella conversazione Rosa cominciò a notare cose a cui prima non faceva caso.
Come suo marito che ogni mattina le preparava la tazza sul tavolo prima che si svegliasse.
Come le sistemava discretamente il colletto del cappotto prima di uscire.
Come le lasciava sempre il pezzo di torta più buono.
E una sera capì all’improvviso che la paura più grande non era che un giorno uno dei due non ci fosse più.
La cosa peggiore era dimenticare di dire alla persona che hai accanto quanto la ami, finché c’è ancora tempo.
Quella sera Rosa si avvicinò senza dire una parola al marito che era seduto in poltrona con un libro, lo abbracciò da dietro e appoggiò la guancia sui suoi capelli grigi.
– Che c’è? – si stupì lui.
– Così, senza motivo – sorrise lei.
Poi aggiunse:
– E compreremo un completo nuovo. Ma non per l’evento a cui stai pensando. Per le nostre nozze d’oro.
Il marito la guardò, le prese la mano senza dire nulla e la strinse forte.
E per la prima volta dopo tanti anni rimasero così a lungo, molto a lungo, senza pronunciare una sola parola.
Perché il vero amore non si esprime sempre con grandi dichiarazioni.
A volte vive in una tazza di caffè del mattino, in un vecchio completo bruciato, nell’abitudine di aspettarsi per colazione e nel desiderio di vivere insieme almeno un altro giorno qualunque.
